Ascoltando il suono della sua voce
“Dalla barca della luna nuova
la civetta è cullata:
vorrei che sognando
sentisse l’arpa del vento tra i pini.”
- Siete anche poeta Kakita-san?
- Infondo…il canto, prima di essere voce, è poesia, Nobile Campione di Topazio.
Agasha-san
Non poteva esistere sulla terra qualcuno che l’irritasse quanto Agasha-san.
Yukiyanagi si era sempre considerata una persona piuttosto paziente, era riuscita a mantenere la calma anche quando Hiruma-san l’aveva stuzzicata durante il Torneo. Ma con quello shugenja le saliva la bile ogni volta che ci parlava. Se voleva diventare il migliore Shugenja del Rokugan che lo facesse pure, ma che non andasse a darle il tormento. Lei aveva già abbastanza grattacapi. Se voleva esserle superiore…perché non aveva vinto lui il Torneo di Topazio?!
La fanciulla sospirò. Aveva forse offeso in qualche modo i Kami?
Sorelle
I suoi pensieri erano lontani.
Ora aveva ritrovato sua madre ed aveva scoperto di avere una sorella, qualcosa per cui ricominciare ad essere felice. Ma non riusciva ancora a dimenticare i lunghi anni di solitudine, il dolore della perdita, la paura.
Raccolse le sue ali attorno all’esile corpo, come a volersi proteggere.
Un lieve soffio di vento le solleticò le piume del capo, un fruscio d’ali, la richiamò alla realtà.
Sorrise incontrando lo sguardo sereno di sua sorella.
-Imar andiamo!
La fanciulla sorrise, stese in tutta la loro maestà le grandi ali candide e spiccò il volo.
-Vediamo chi arriva prima, Wabun?



