Bianche Camelie…
Da un appunto di Yume su una pergamena
…ricordo quando tornasti a casa, e non dovevamo più chiamarti Fumiko, ma Tsubaki…io non capivo perché ma tu mi inculcasti a forza il nuovo rispetto che dovevo avere verso di te che ormai eri diventata adulta. Il tuo nuovo nome sembrava ti desse maggiore sicurezza e un motivo in più per tormentarmi con sottili perfidie e prepotenze. [...]
Poi gli anni passarono, tu diventasti come una candida Camelia, perfetta sotto al velo di trucco che sottolineava i tuoi occhi scuri e le forme piene delle tue labbra, eternamente sorridenti ma che diventavano risentite ogni volta che eri costretta a guardarmi.
Quando confessavo ad Hasu questi miei pensieri, quando gli parlavo delle mie sofferenze per non essere all’altezza delle aspettative della famiglia, egli soleva dirmi: “Yume, tu sei un fiore ancora in boccio e prima o poi dovrai sbocciare poiché un fiore non ha significato se non fiorisce. E quando il tuo momento verrà…chissà… potresti essere più bella anche delle Camelie…” Di noi tre sorelle tu sei quella che i Kami hanno maggiormente benedetto con il dono della bellezza, ma credo che Hasu non parlasse solo dell’aspetto esteriore. Sai bene anche tu che lui sapeva guardare oltre le apparenze, nel cuore delle persone, forse era proprio li che vedeva la mia bellezza. Poiché le camelie che crescevano nei giardini della tua anima sono avvizzite per il gelo che alberga nel tuo cuore, mentre il mio si riscalda del ricordo del mio amato fratello. Se con il suo calore riuscirò a far sbocciare anche solo un semplice anemone sarò orgogliosa di me stessa.
