Galassie lontane
-”Stanno attaccando la mia astronave!!!”
-” Wraaah…Roarrrr…Brrrr…”
-”Va bene…Va bene…l’astronave è del capo, ma la piloto io, ho tutto il diritto di chiamarla la MIA astronave…”
-”Bwraaagggh….”
-”Tesorino…piantala di sottilizzare…”
-”Grrrrrrrr…”
-”Su non fare l’offesa adesso…solo perché ti chiamo Tesorino…voi Wookiees avete dei nomi impronunciabili…”
-”Arggggghhhhhrrrrrrr”
-”Sbuffa finché vuoi…”
-”Wrrrrauuuuu waaarghh…”
-”Come dici?”
-”SPACCA!”
-”Guarda che ti capisco anche senza l’uso del vocalizzatore…”
-”NEMICI…SPACCA!!”
-”Sarà sufficiente la vecchia Reel…”
-”Brrrrr ghag gwaaaart”
-”Non è un ferrovecchio…la mia pistola laser funziona perfettamente…ha solo un look un po’ antiquato…che c’è di male?!”
-”Whhhhrrrgggrrr”
-”Vogliamo scommettere?”
Pensieri Lontani
“Gli uccelli tornano a nord… Chi avrà deciso che gli uccelli sono liberi? Volano liberi nel cielo, e anche senza una terra da raggiungere sanno trovare il modo di riposare le ali.
Forse non è importante avere le ali: ciò che rende libera ogni creatura è avere un luogo a cui fare ritorno, non credi anche tu?”
Bayushi Paneki
Due occhi di ebano nero, freddi come l’acciaio, in un volto di una bellezza sensuale che i Kami avevano modellato nella maniera più fine. Questo è ciò che ho notato la prima volta che l’ho incontrato.
Potrei parlare di lui per giorni interi e non riuscirei mai a dare l’idea di quella sua anima…insondabile. Bastava guardarlo negli occhi per capire che non era una persona comune.
Yume
“Dal diario di Kakita Hasu
…Potrei paragonarti ad una piccola goccia di rugiada sul petalo di un fiore, Yume, assai fragile eppure così luccicante di colori da essere come una preziosa gemma. Serbi un cuore puro che soffre in silenzio, occhi limpidi di infinita dolcezza. Sei mutevole come la forma di una nuvola: cangiante come il cielo di primavera, il tuo viso si apre al riso subito dopo il pianto. Forte, di una forza che non sai nemmeno tu di celare. Continua a guardare davanti a te a testa alta, provando orgoglio per quello che sei e per quello che diverrai. Ricorda: finché ci sono delle persone che credono in noi, troveremo la forza di vivere, a tutti i costi; perché nessuno vuole provare vergogna di sé stesso…”
Hasu e Yukiyanagi
“…Come grani di incenso, anche gli anni sono diventati fumo nella memoria. I giorni si sono susseguiti alle notti e le stagioni hanno visto per diciannove volte sbocciare i fiori di ciliegio e il Loto spandere i suoi effluvi nel giardino. Passavo le mie giornate a contemplare la perfezione del tuo volto e i tuoi modi, aspettando trepidante che tu mi sorridessi. Pensavo che sarebbe rimasto sempre così…
Perché il fiore biù bello è stato strappato? “
Guerriera
O for a Voice like Thunder, and a Tongue
to drown the Throat of War! When the Senses
are shaken, and the Soul is driven to Madness,
Who can stand? When the Souls of the Oppressed
fight in the Troublre Air that rages, Who can stand?
When the Wirlwind of Fury comes fron the
Trone of God, when the Frowns of his Countenance
drive the Nations together, Who can stand?
When the Sin claps his Broad Wings over the Battle
and Sails rejoicing in the Flood of Death;
when Souls are torn to Everlasting Fire,
and Friends of Hell rejoice upon the Slain,
O who can stand? O who hath caused this?
O who can answer at the Throne of God?
the Kings and Nobles of the Land have done it!
Here is not, Heaven, thy Ministers have done it!
Lullaby- Loreena McKennitt
L’apprendista
”…hai visto? Sembra brillare come un raggio di sole sul pelo dell’acqua…è magia…la mia magia…
…ora lo lascio libero… “
Fata
“…su una foglia, una fata sedeva a godersi il tepore di un raggio di sole mattutino.
-Nel bosco fervono i preparativi…- disse la volpe, sopraggiungendo trafelata
- Bisogna festeggiare… – mormorò la Fata – Finalmente è giunta Primavera… “
La Nina de Suerte
“…Sul piccolo pontile della casa, una donna attendeva, poteva avere 17 anni…ma la sconcertante luce nei suoi occhi tradiva un’ètà ben maggiore. I lunghi capelli scarmigliati le scendevano fino alle spalle, ornati da lunghe treccioline cariche di perline colorate ed intrecciate con piume e fiori; legacci di stoffa e placche rotonde. Le labbra carnose sorridevano ambigue e gli occhi nascosti dalla frangia apparivano neri e lucidi come perle d’ebano. Il lungo vestito scuro che indossava lasciava scoperte le sue spalle stingendole i fianchi in un vitino di vespa e scendendo a sfiorare l’assito del pavimento in una profusione di merletti. Sul suo petto una grossa conchiglia catturava riflessi dorati dalla lanterna che dondolava sotto al portico. Tra le braccia stringeva un gatto candido le cui fusa si spandevano, vibrando, nell’aria densa, con un suono costante, ipnotico…”




